MiCeLa-giovedì, giugno 25, 2009



                                    misantropia portami via;




dovrei potrei non devo posso dormi di notte studia di giorno
disegna non perdere la vista davani allo schermo svegliati
chiamarlo non chiamarlo spegnere il cellulare non aggiornare
le mail non pensarci svegliarsi ed invece pensarci cercare di
laurearsi non studiare il fato gli incontri i sorrisi l'imbarazzo
chi cerca non trova niente ritenta metabolismi instabili pensarci
l'odio a fanculo l'emotività non parlarmi parlami non ti saluto
dovrei potrei organizzare viaggi oltre oceano svegliarsi il sole
non andrò mai più in villa sono a mille pensarci non pensarci
studia di notte dormi di giorno il mare la luce le foto i poster
non ti penso gli incontri l'emotività è questione di dispersione
perdersi ritrovarsi svegliarsi insieme buonanotte ti perdo
di nuovo perdere la vista perdersi di vista è tardi non ho fame
usciamo facciamoci un the il the non mi piace molto accellera
il metabolismo emotivo odio le coincidenze amo i vuoti
non ha senso il destino dovrei potrei non devo posso cerca
i sensi sono cinque sto a mille non perdiamoci di vista certo
andare venire non venire cercare di venire lascia perdere
accellera il metabolismo rallenta il cuore buonanotte mi perdo
svegliarsi insieme dormi di notte e disegna di giorno perdersi
perdersi di vista perderci la vista è tardi non posso stare.



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MiCeLa-mercoledì, novembre 05, 2008

 

                        il nostro reparto di artiglieria,
                                   
il nostro reparto di cardiologia.

voglio rifare maratone sulle tue arterie, tra tue vene;
e non si può rovistare tra futuri probabili
perchè non sono mai quelli possibili, si sà.

e con un colpo di reni ti allontani prima tu, per istinto
di sopravvivenza
o per andare a morire sulla riva.
 E altre
lettere d'amore e di guerra scritte a computer e le frasi con
 il porto d'armi. quanto mi costi
, come mi mantengo.
E alluvionati. alluvionati. dalle solitudini, dal crollare
del mondo, dalle certezze degli argini cementificati,
dalle poche confidenze. poi ti dico che non è detto che ho
ragione anche se parlo convinta, anche quando respiro
profondamente come i monaci buddhisti per non farmi
andare di traverso l'universo, perchè  sotterro a colpi di tosse
la nostalgia. il nostro reparto di artiglieria, il nostro reparto
di cardiologia. misurarsi a morsi, mangiarsi con gli sbadigli
da fatti, e cambieremo ancora traiettoria come il futuro.
e faremo uscire  da noi altre cose ingestibili.



| 15:52 | commenti



MiCeLa-lunedì, ottobre 06, 2008


                                  ottobre, aspettando i massacri successivi:
                                  m
i sono sdraiata vicino a te con il cuore arreso
                                
*


Ero solo stancomorta e non mi ricordavo dove
 avevo parcheggiato la macchina e, sedendomi su
 un marciapiede alle tre di notte, non sentivo più nulla.
 ed è come quando mi spezzi le costole,
 
abbracciandomi a metà. Ed è come quando abbracciandomi
a metà mi scanso e mi dico che le inversioni dei sentimenti
non dovrebbero esistere. sono giorni che mi porto dentro
l'inferno e sei lontano, ed io non posso correrti dietro.
e credimi, io non lo capiso il meccanismo
per cui
la tua assenza è un assedio


 



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MiCeLa-domenica, luglio 06, 2008


                        addio, fottiti, ma aspettami.


quando sono entrata nella tua vita, quando ne siamo usciti.
quando i penumatici scoppiano e non sai più dove corri,
quando la tua mano scivola sulla mia schiena e sappiamo tutti e due
che faremo uscire da noi altre cose ingestibili.
quando i venticentimetri che dividono i nostri costati sono colmi
della distanza dei mesi, dei secondi intrecciati, dei miei soffocamenti interiori,
degli sfilacciamenti dei giorni.
Come è la tua vita?come è la mia vita?
quando sono entrata nella tua vita, quando ne siamo usciti?
venti centimetri che divengono dieci, poi cinque, poi zero,
poi assenza d'aria sul punto in cui il mio petto si comprime sul tuo.
Come è la mia vita? chiedimi quanto manca, chiedimi quanto manca
ad arrivare da qualche parte, perchè io non lo so più dato che ho perso
qualsiasi punto di riferimento e non so più dove andremo a finire.
come è la tua vita? perchè vedi, trovo assurdo il fatto che dopo mesi di silenzi
i segni del tempo si sono invertiti come una sorta di rewind,
come se avessimo due calamite sui polsi.
quando sono entrata nella tua vita, e quando ne sono uscita?
Sappiamo tutti e due che faremo uscire da noi altre cose ingestibili,
come quando alle cinque di mattina, in camera tua,
come la più naturale delle azioni, ci sdraiavamo vicini sul tuo letto:
i secondi si frantumano,le mani affondano, il cuore sprofonda.
quando sei entrato nella mia vita, quando ne sei uscito?
ci lasciamo segni sul corpo come per riempire i vuoti dei giorni
in cui il silenzio ricadrà, come quelli che verranno quando partirai,
che verranno, inevitabilmente.
come è la tua vita?come è la mia vita?
quando ne siamo usciti?

 


| 22:27 | commenti (2)



MiCeLa-lunedì, giugno 02, 2008





          He said "all things pass into the night"
and I said "Oh no sir, I must say you´re wrong
"




come quando fuori piove e sul tuo letto
  per razionalizzare ci siamo scardinati il torace.




| 17:32 | commenti (4)



MiCeLa-lunedì, febbraio 11, 2008

 

le persone partono e non tornano più;

e quando migliaia di centilitricubici avranno inabissato il pensiero,
caleremo a picco anche noi, con i ricordi. è da considerarsi come
una legge divina incontrastabile, una di quelle da cui derivano
tutte le altre leggi che regolano l'ingranaggio dei sentimenti.
e quando migliaia di centilitricubici avranno inabissato gli sguardi,
caleremo a picco anche noi, con i nostri corpi: ed è  proprio come una
equazione matematica, il sentimento in sè.
non ho mai digerito gli allontanamenti, così come trovo
estremamente difficile concepire l'assenza più che l'abbandono,
ma le persone partono e non tornano più;
e quando migliaia di centilitricubici ci separeranno dalla superficie,
sfocheremo anche noi, con tutto l'ossigeno.

                                                But please
                                                                You know you're just like me
                                                                   Next time I promise we'll be perfect



| 22:42 | commenti (2)



MiCeLa-sabato, gennaio 12, 2008

      

                                    Cause you're the only one who really knows
                                              how the feeling comes and why it goes,
                                    and if it makes you stronger, it makes me sick.
                                                                        so,
shock me to the core

una volta ho letto da qualche parte di qualcuno che
tentava di descrivere la mancanza. Il fatto è che la
mancanza non si può descrivere, si può solo sentire.
E non dico percepire, perchè il percepire implicherebbe
un assaggio minimo del concetto espresso dal sentire.
E non scrivo percepire, perchè il percepire implicherebbe
una toccata e fuga dalla mancanza: il sentire, invece,
quale ghigliottina della vita, ci costringe ad affondarvici
sprofondando con mani, testa e cuore.
Per un periodo abbastanza lungo ho sentito una mancanza
assurda che si conciliava così bene con il freddo che arrivava,
con il freddo che è arrivato, con le giornate grigie, con la pioggia
ed il vento. e così nell'arco di un lampo mi sono persa tutta
una stagione, mi sono persa le foglie gialle e rosse, le ultime
serate con claudia, mi sono persa il tempo.
Il fatto è che ho sentito una mancanza terribile,
ma non di te, di me.
Ma sai, una scossa minuscola può creare spaccature
ed abissi immensi in noi, ed in altri sarebbe magari una piccola crepa,
un momentaneo sbandamento della retta via dell'esistenza.
In noi anche il fatto più piccolo è detonante, ogni sussurro è un boato.


                       You  know the one that take you to the place
             where all  the veins meet

                        

 



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MiCeLa-lunedì, luglio 02, 2007

                                                  ad un passo dal possibile, ad un passo da te
                                      *

«Se la mia vita esprime una fede nell'ordine,
dipende soltanto dalla mia natura.
La prova è che questo ordine può apparire
ad altri come un disordine, o persino una fuga.»



                         sono gli atti necessari che definiscono, che distruggono.



| 00:12 | commenti (4)



MiCeLa-venerdì, maggio 04, 2007

                                               
                                                        Quanto più siamo infelici, tanto pù profondamente
                                                                         sentiamo l'infelicità degli altri; 
                                                             il sentimento non si frantuma, ma si concentra.
                                                                                                                                     Dostoevskij

 
 

necessario tutto come nulla, come la necessità di doverti
stringere in quel momento in cui erano rimasti solo i tuoi
occhi a muovermi. proprio quello l'istante attraverso il quale
credi che con baci sulla testa e sulle sue mani riuscirai a sollevare
quel gigante chiamato squarcio nel cuore.
Proprio quello il momento in cui credi che tenendo una mano
riuscirai a sollevare quel macigno dal suo cuore chiamato dolore,
proprio quello il momento in cui anche tu senti che tutto
piomba dall'alto in fondo, come un eterno ritorno.
quello il momento in cui cerchi di respirare via dai polsi
il proprio schianto comprendendo l'inutilità di non lasciar
trasparire il proprio emotivo crollo, perchè poi sarebbe
rimasto legato al polso un pò per sempre, anche se qualcuno
minuti dopo ci avrebbe sussurrato che niente lo è, per sempre.
E’ l’esatto momento in cui capisci che si tratta di vuoto emozionale,
perché come fossero circuiti svuotati della loro elettricità
le vene che corrono verso il cuore rimangono svuotate,
prive di sentimenti ed alimentate da sole sensazioni.
Quello è il classico momento in cui comprendi che l'unico
modo per non sgretolarsi è tenersi mano per mano,
intuendo che un sentimento ti può muovere a tal punto da
piangere per le persone a cui si tiene, forse secondo una
legge assurda del mio cuore secondo cui se ci si spartisce
il bruciore si prova meno dolore.
Perché, tenerti, è significato proprio questo.
 


| 21:25 | commenti (13)



MiCeLa-lunedì, aprile 23, 2007

 

l'uomo è una passione inutile
(  forse, semplicemente triste )

                                                                                         io sono io e la mia circostanza;
                                                                        

       illudersi che con l'arrivo della primavera ci sia il sole
nel cuore è un reato, o un l'ennesimo boato ?

io ho paura del vuoto emotivo, del vuoto fisico
e del vuoto metafisico: quindi fatemi credere che
l'epoca delle passioni tristi si è sgretolata su se stessa
e ne è rimasta solo al cenere nelle mie tasche.
Lasciatemi credere che nello stare davanti ad una cassa
il lasciarsi trapassare da decibel di musica equivale
a lasciarsi spazzare via l'ingombrante sotto le costole
fino a lasciar che tutto trapassi la spina dorsale ben ancorata
alle vertebre, fino a lasciare che qualsiasi cosa pesi in fondo
al cuore, fuoriesca dalla propria schiena senza sentirne il dolore.

                                                                                                     horror vacui
                                                                              *

 

 

 

 

 

 



| 23:46 | commenti (3)



MiCeLa-lunedì, aprile 02, 2007

 

                                         Green eyes I hold you near because
                                                             you are the only song I want to hear.

                               We rejoice because the hurting is so painless

ci si ammala della vita così a fondo da sentire
la mancanza della stessa vita, e sapere che alcune persone
non riescono a comprendere l'assenza di un fondamentale perchè, 
fa sentire ancora più inadatti.
ed io percepisco l'assenza più del vuoto,
ed è come infilarsi le mani nello sterno e sentire
una cavità concava senza rifugi per sentimenti
che stentano a tenersi in piedi da soli.
perchè mi si è rotto qualcosa dentro
e non ho proprio più la voglia di rincollarmi
e di recuperarmi lì dove sono finita.


*

                     (  sai per me sei vero, 
                                                           facciamo che sei il mio più dolce pensiero )


When the loving that you've wasted
Comes raining from a hapless cloud




| 22:32 | commenti (3)



MiCeLa-giovedì, marzo 01, 2007

                                                         è questione di velocità di pensiero,
                                                                  è questione  di moti interiori.

La percezione del proprio ridimensionamento non esalta il sentimento,
anzi lo annulla, lo sfilaccia, lo sminuisce. mi sento inghiottita
dalle sensazioni che scrorrono via mentre una metro mi passa
davanti e risento il peso del cuore dentro di me. mi sento
ingurgitata dal mondo, come risucchiata all'origine, ed è così
triste fermarsi a pensare di non possedere quel peso per alcune
persone, ed è così triste il fatto che i miei tempi di recupero sono
diventati ancora più lenti, ancora più flessibili, e le ricadute ancora
più vicine l'una all'altra: io ricado in un senso di non-appartenenza
 
in cui le situazioni si accasciano su se stesse senza mai morire,
rimangono lì tanto di quel tempo da far paura al solo pensiero;
rimangono ferme con al loro interno quella linfa vitale
    che sembra impedirgli qualsiasi dinamicitià.
Il fatto è che le fasi dinamiche si alternano e si accorciano nei tempi
e con esse i processi  evolutivi interiori che possono essere sentiti in maniera
più profonda, o in una soluzione leggerissima quasi impercettibile;

io talvolta non ne reggo il peso.

*

perchè se senti e menti è come negare
il concetto stesso di sentimento.



| 16:45 | commenti (7)